
A maggio ho tenuto un workshop per creare, insieme ai partecipanti, un logo per il Mercato Albani, lo storico ritrovo rionale della Bolognina, uno dei quartieri popolari di Bologna.
L’esperienza è stata molto stimolante sia per gli studenti che per me. Le proposte sono state tante. Ma andiamo con ordine.
Abbiamo chiamato uno dei commercianti per cercare innanzitutto le parole chiave da comunicare.
Egli ci ha indicato che il logo del mercato deve essere più veloce, rock, artistico, diurno, anziano, magro, granuloso, cattivo, dinamico, nero, poetico, connesso, legnoso, intellettuale, presente, spigoloso, trasparente,multiculturale.
Teniamo presente un dettaglio non da poco, spuntando quel “diurno” tra le parole chiave: il logo deve riflettere anche la vita mattiniera del Mercato, non solo quella serale (poiché molto frequentata) a cui molto di noi sono affezionati.


Innanzitutto abbiamo fatto insieme uno studio di alcuni degli altri mercati rionali internazionali: molti dei loro loghi vengono progettati in quadrati: viene quindi comunicata l’idea di spazio abitato.
La progettazione del logo non si è conclusa ovviamente con le ore del workshop. Io e gli studenti abbiamo continuato a lavorarci alacremente nel corso delle settimane successive con una fitta corrispondenza di mail. Qui in alto vedete due delle idee extra più bizzarre venute fuori:
• l’idea dell’arca fatta di mattoni non mi dispiaceva; immaginare il mercato rionale come un’arca navigante in un mare di asfalto, piena di novità, di personaggi pittorici e colori è divertente ma in effetti aveva un che di “solidale“.
• L’angelo caduto invece era troppo da vita serale e poco coerente con le botteghe aperte di giorno. Ma in fase di progettazione, bisogna osare. Mai essere tiepidi, mai.
Ora vediamo le idee infine proposte.
Proposta 1: la prospettiva
Andando verso l’altro capo del Mercato si passa attraverso i vari box che scandiscono la passeggiata. La proposta più limpida e razionale, quasi astratta. Facciamo attenzione a un dettaglio importante: tra i partecipanti c’era un ex commerciante del mercato, una persona dunque che ha vissuto in prima persona il luogo non solo da cliente: questa proposta è venuta fuori da un suo schizzo su cui poi abbiamo lavorato tutti insieme.


Proposta 2: un colpo di fulmine
Ese le ombre dei box dei commercianti formassero un fulmine? Un lampo che ricorda sia le iniziali “MA”che la struttura stessa. E poi, chiamiamo in causa la sua anima più rock e brixtoniana. Ad oggi, è la proposta preferita dal gruppo di lavoro, me compreso.


Avrete notato che il pay è in arabo, francese e inglese.
La Bolognina è un quartiere che ospita circa 150 etnie; queste tre lingue sono le più diffuse della zona del mercato.
Inserirle nel pay comunica consapevolezza dei suoi abitanti e un invito ad essi a frequentare il luogo. Un messaggio che di questi tempi talvolta estremi creerà diverse polemiche, ma come dicevo: mai essere tiepidi; alziamo piuttosto la temperatura.
Proposta 3: transito e passaggio
Il mercato Albani come luogo di transito non solo fisico ma anche mentale: cultura, idee, merci ed eventi.
Una casa del movimento.


Proposta extra: 30 caselle per 30 box
I quadrati sono una trentina, come il numero dei BOX del mercato.
La “A” non è centrata, ma in movimento, ricordando l’idea del passeggio e della dinamicità.


E ora?
E ora siamo in attesa del risultato finale. Ho fatto una indagine anche sui miei social: attenzione attenzione, molte persone tengono alle proposte 1 e 3.





