Bologna.
Inizialmente io e i miei collaboratori andammo nel locale per fare delle foto utili per il sito di questa pizzeria la cui particolarità era il personale: selezionato in base a delle situazioni in via di reintegrazione sociale. Svolgeva poi diverse attività di beneficenza.
Da qui pensai a proporre il payoff che fu subito adottato anche nella insegna: “Oberdan 24, la cucina buona“. Ovviamente “buona” ha il suo duplice senso, quello morale e quello gustativo.

Torniamo alle foto. Mancavano pochi minuti al termine degli scatti ma mi accorsi che forse non avevamo ancora un’immagine portante, qualcosa da utilizzare anche in pubblicità. Poco tempo per il budget stabilito così feci correre cuochi e camerieri in una sala, sparsi di farina il tavolo scuro e dissi loro di giocare con degli ingredienti, di passarseli.

Ricordo ancora le loro risate, il gioco del tutto. E tutto questo perchè mi venne in mente lo slogan: “L’umanità è buona”.

Nei mesi seguenti ci siamo divertiti con altre campagne. Era il periodo del boom dei selfie e quindi facemmo un volantino volutamente “selfoso”: immaginammo dei clienti, come leggete sotto le foto, che fotografavano il loro piatto preferito.
In quella zona c’era stato anche un boom dei pranzi d’asporto negli uffici oltre che una impennata di turisti: la proposta del locale era quella di preparare piatti tipici italiani da asporto, da qui lo slogan “L’Italia è servita. Specialità regionali italiane”.







