Rionero in Vulture, Basilicata.
Overview
Abbiamo contribuito alla progettazione di un intervento di rigenerazione territoriale a Rionero in Vulture (Basilicata), con l’obiettivo di restituire visibilità al territorio e attivare la comunità attraverso un sistema narrativo diffuso.
Il progetto unisce arte urbana, sostenibilità e partecipazione, trasformando lo spazio pubblico in un’esperienza culturale e collettiva.
La sfida
Il territorio presentava due esigenze principali:
- rafforzare la propria identità e attrattività
- coinvolgere attivamente la comunità locale, dalle nuove generazioni agli adulti
La complessità stava nel costruire un progetto capace di essere:
- accessibile
- progressivo nel tempo
- radicato nel territorio ma aperto anche a uno sguardo esterno

Approccio strategico
Il processo creativo si è basato sull’integrazione di due punti di vista:
- quello interno, legato alla conoscenza profonda del territorio
- quello esterno, capace di generare stupore e nuove letture
Questa dualità ha permesso di costruire una narrazione in grado di parlare sia alla comunità locale sia a un pubblico più ampio.
Concept
Dal brainstorming emerge un sistema simbolico basato sui cinque elementi:
- Fuoco — il complesso vulcanico del Monte Vulture
- Acqua — i laghi locali
- Terra — il paesaggio e la produzione agricola
- Aria — l’ambiente naturale
- Individuo — la consapevolezza umana e il rapporto con l’ecosistema
Da qui nasce il concept:
I Genii del Vulture
Figure simboliche che incarnano gli elementi e diventano strumenti narrativi e visivi del progetto.

Strategia narrativa
Il progetto è stato costruito come un racconto progressivo nel tempo.
Attraverso una logica sequenziale:
indizio → intervento → evento
la comunità viene coinvolta gradualmente, trasformando l’attesa in parte integrante dell’esperienza.
Frasi e messaggi ambientali firmati dai “Genii” compaiono nello spazio urbano, anticipando gli interventi artistici e stimolando curiosità e partecipazione.


Identità visiva
Con la diffusione del progetto è stata sviluppata un’identità visiva in grado di sintetizzarne i valori.
Il logo nasce da:
- i cinque elementi (tradotti in un sistema cromatico)
- il concetto di ciclo e riciclo (espresso attraverso la forma circolare)
Un segno pensato come firma del progetto e come elemento unificante tra interventi fisici e comunicazione digitale.
Planning
L’intervento è stato strutturato su un arco temporale di tre anni, combinando:
- installazioni artistiche
- eventi narrativi
- attività educative
- comunicazione progressiva
Un sistema progettato per costruire impatto nel tempo, evitando un effetto episodico.

Intervento urbano
Il concept prende forma attraverso opere diffuse sul territorio:
- murales monumentali
- interventi artistici su edifici
- installazioni integrate nel tessuto urbano
Ogni intervento rappresenta un “Genio” e contribuisce a costruire un sistema visivo coerente e riconoscibile.
Tra questi, il Genio dell’Acqua segna l’avvio del progetto, generando curiosità e attivando la partecipazione spontanea della comunità.

Coinvolgimento della comunità
Il progetto integra attività partecipative su più livelli:
- eventi tematici legati agli elementi
- laboratori e attività per le scuole
- iniziative di sensibilizzazione ambientale
Un esempio è la creazione della “casetta del Mostro Crick Crack”, un punto di raccolta della plastica pensato per coinvolgere i più piccoli attraverso una dinamica ludica.


Ecco il risultato finale del primo Genio: quello dell’acqua.



Gli indizi
Il murales è stato inaugurato con degli eventi a tema acqua per coinvolgere la cittadinanza.
Nel frattempo il team che segue i social ha iniziato a postare un altro indizio ancora.
Questo è stato lo schema se vogliamo delle successive opere. Indizio – opera – evento. Com’è che si dice? “L’attesa crea l’evento”.
Qui il genio del fuoco degli artisti Solo e Diamond con evento annesso.


Il Genio della terra (dell’artista francese Ememem) si è manifestato non con un murales ma con questi mosaici ricavati da oggetti di scarto creando un “effetto glitch” nelle crepe delle vecchie case.




il Genio dell’aria (dell’artista Andrea Corvino) e infine il Quinto elemento: Giustino Fortunato visto da Giulio Rosk.


Per i più piccoli: la casetta del mostro Crick Crack
In tutto questo, come scrivevo su, sono state fatte diverse attività per le scuole e di sensibilizzazione per i più piccoli per esempio sulla raccolta della plastica. Così l’idea è stata quella di rendere un punto riciclo la casetta del “Mostro crik crak” che mangia la plastica quando gliela dai. Sì, mi sono divertito a fare da copy per il nome.

Risultato
Il progetto ha permesso di:
- riattivare l’interesse verso il territorio
- coinvolgere attivamente la comunità locale
- generare curiosità e partecipazione spontanea
- integrare arte, sostenibilità e narrazione in un unico sistema
La popolazione ha iniziato a interagire con il progetto, condividendo contenuti e contribuendo alla sua diffusione.
Conclusione
Questo progetto dimostra come la rigenerazione territoriale possa nascere da una strategia narrativa solida, capace di unire identità, partecipazione e progettazione visiva.
Un approccio che trasforma lo spazio pubblico in un’esperienza condivisa, generando valore culturale e sociale nel tempo.






